Il Servizio Giocatori noti è attivo nella prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo all’interno delle scuole.

Nel 2021 sono stati portati a termine, nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia in corso, gli incontri presso gli Istituti Superiori padovani. Le lezioni sono state condotte dalle professioniste del Servizio Giocatori Noti di Padova, in collaborazione con il Poliambulatorio Arcella, in forma di didattica mista, in presenza e online, tramite moduli interattivi di formazione e attività esperienziali. Dalle valutazioni sono emersi spunti interessanti, mostrando un immaginario piuttosto vario sia in termini di competenze che di eventuali fattori di vulnerabilità su cui crediamo sia dovere educativo intervenire precocemente. Ad esempio, appare sopravvivere in modo significativo la convinzione che l’esperienza nel gioco possa avere un ruolo chiave nella vincita, soprattutto in alcuni ambiti, come le scommesse sportive e i giochi online. Inoltre, più della metà degli studenti ha dichiarato che i giocatori sono spinti a persistere nel gioco per volontà di arricchirsi (Figura 1).

Figura 1. “Pensi che le motivazioni che spingono una persona a giocare d’azzardo siano:”

Nonostante gli studenti abbiano indicato al 64% che il gioco d’azzardo rappresenta un rischio patologico (Figura 2), sono comunque molti gli ambiti di utilità su cui riflettere ed eseguire formazioni nelle classi. Se infatti il 13% dei ragazzi crede che il gioco sia un modo di guadagnare, o il 17% un divertimento, allo stesso tempo la maggior parte (81%) non crede che il fenomeno sia diffuso tra i propri coetanei. Molti studenti infatti non hanno presente che il gioco sia illegale per i minorenni.

Figura 2. “Pensi che la pratica del gioco d’azzardo sia:”

Le lezioni sono state un’esperienza di confronto stimolante e di formazione a nostro parere efficace per i ragazzi partecipanti, specie per le classi in presenza.

Si è evidenziata la presa di consapevolezza che il gioco d’azzardo può porre la persona in situazioni problematiche e che la competenza non è un fattore determinante nella vincita.

La partecipazione attiva dei ragazzi e gli spunti offerti dalla discussione durante gli incontri ci induce a credere che l’attività formativa sia stata per le classi un’opportunità di riflettere su un tema conosciuto e compreso solo all’apparenza, su cui ancora molto può e deve essere fatto.

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