Il fenomeno del gioco d’azzardo è un problema sociale e sanitario di grande attualità e in continua crescita. L’Italia si pone negli ultimi anni al primo posto per spesa in questo ambito evidenziando un vertiginoso incremento nell’ultimo decennio e passando dai 47,5 miliardi del 2008 ai 110,5 miliardi del 2019.

Con l’obiettivo di intercettare precocemente le persone con problemi di gioco d’azzardo nel 2017 nasce a Padova presso il poliambulatorio Arcella Giocatori Noti, un Servizio di consulenza e trattamento del Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA). Il Servizio ha l’obiettivo di aiutare la persona e la sua famiglia a fronteggiare una patologia che presenta importanti ricadute psicologiche, economiche e relazionali.

Nel 2020 (dati Relazione Libro Blu dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli) i dati non evidenziano inversioni di tendenza, nonostante l’inaccessibilità al gioco terrestre per oltre 5 mesi a causa delle chiusure imposte dalla pandemia, si è evidenziata una spesa totale di 88,38 miliardi di euro. Inoltre si è osservato negli anni un progressivo aumento del gioco online, con un trend particolarmente significativo nel 2020, che evidenzia un sorpasso rispetto al gioco fisico (+35% rispetto al 2019, 55.7% delle giocate complessive). Il Veneto non è esente dal fenomeno, al contrario si attesta al quinto posto in Italia – 2961,44 milioni totali di raccolta – per gioco fisico.

Sul territorio e online si evidenzia una vera e propria rete di offerta di gioco d’azzardo (nonostante i diversi tentativi di limitarlo sul piano legislativo). La tabaccheria sotto casa, la sala slot all’angolo della via, il gioco on line accessibile da qualsiasi smartphone rappresentano sistematiche esposizioni a rischi ambientali particolarmente pericolosi per i soggetti più fragili tra cui giovani e giovanissimi. Ma quelli ambientali sono solo alcuni dei fattori di rischio per lo sviluppo di un Disturbo da Gioco d’Azzardo. Fattori di rilievo sono anche le eventuali fragilità familiari, psicologiche, socio-economiche e relazionali.

Gli studi[1] mostrano numeri allarmanti rispetto ai giocatori definiti “problematici”, cioè a rischio di sviluppare patologia. Se infatti il 51% della popolazione italiana tra i 15 e 64 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, il 15.2% dei giocatori è risultato essere “a rischio minimo”, il 5.9 “a rischio moderato” e il 2.4% “a rischio severo” di gioco problematico.

Quanto sinora brevemente descritto ha condotto nel 2017 alla nascita a Padova del Servizio “Giocatori Noti”, con lo scopo di affiancare i Servizi già presenti sul territorio, per intercettare e accogliere parte della popolazione vulnerabile al Disturbo da Gioco d’Azzardo proponendo interventi precoci o accogliendo giocatori già problematici o patologici prima che giungano ad uno stadio avanzato del disturbo.

Le professioniste del Servizio, con lunga esperienza nell’ambito dei disturbi della dipendenza e nello specifico del gioco d’azzardo, operano privatamente presso il Poliambulatorio Arcella – punto di riferimento per la sanità padovana sin dal 1930 e contesto ottimale per consentire un percorso senza stigmatizzazioni che preservi la privacy dei pazienti – e offrono riservatezza del contesto e personalizzazione del percorso di cura.

Giocatori Noti si propone quindi come un ulteriore tassello nella creazione di una rete efficiente ed efficace che veda protagonisti pubblico e privato, per offrire sostegno e utilità ai giocatori d’azzardo con abuso o dipendenza in atto e ai loro familiari attraverso una cura di qualità e un percorso di presa in carico diagnostico, terapeutico e assistenziale che permetta di ridurre o estinguere comportamenti di gioco patologici, limitare le perdite economiche, ridurre la conflittualità interpersonale e il rischio suicidario nei soggetti più fragili, ripristinando un livello di benessere psicologico, esistenziale ed economico nei giocatori e nelle loro famiglie.

[1] Dati riferiti agli studi IPSAD® dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) per il 2017 (Cerrai, 2018)

Torna su