Quando giocare diventa un problema, uno dei pensieri più pressanti è recuperare il denaro perso.
Recuperare la perdita è la preoccupazione prevalente. Il pensiero fisso. Alla base ci sono il senso di colpa, la rabbia, ma anche l’illusione della vincita che cambierà tutto.
“Mi era venuta un’idea strana, anzi folle” – scrive Dostoevskij ne Il giocatore – “L’idea era che avrei sicuramente vinto al tavolo da gioco. Non capisco come mi fosse venuta quell’idea, ma io ci credevo.”
A volte non si pensa neppure: si fa e basta. Come trascinati da una mano invisibile che ci porta a giocare ancora.
“Avevo perso” – scrive sempre Dostoevskij – “Pervaso da una sensazione quasi dolorosa, unicamente per liberarmene in qualche modo e andarmene di lì, ho puntato altri soldi.”
E’ davvero molto difficile rinunciare a quello che si è perso al gioco o al trading. Abbandonare per sempre l’idea di riprendere il denaro sprecato in decine e decine di giocate. Ci si sente sconfitti, in colpa verso se stessi e la propria famiglia. Ci si sente stupidi.
Il punto di svolta sta qui, nell’abbandonare il gioco perché le perdite sono il segnale di un’attività rischiosa.
