L’eterogeneità dei giocatori d’azzardo rappresenta una delle principali sfide nella comprensione e nel trattamento del Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA), di fatto, individui con caratteristiche personali, storie di vita e vulnerabilità molto diverse possono sviluppare tale disturbo. Per questo motivo, i principi generali di trattamento delle addiction prevedono la necessità di programmi terapeutici personalizzati, costruiti sulla base dei bisogni personali, dei fattori di rischio e di resilienza specifici di ciascun paziente.
Il Modello Patogenetico di Blaszczynski e Nower
Uno dei modelli che si è occupato di spiegare l’eziopatogenesi del Disturbo da Gioco d’Azzardo è Il Modello Patogenetico (MP) di Blaszczynski e Nower il quale si propone di integrare i principali fattori di rischio e meccanismi patogenetici differenti secondo una prospettiva trans-teorica e bio-psico-sociale. Questo modello identifica tre distinti percorsi patogenetici, ciascuno dei quali corrisponde a una specifica tipologia di giocatore problematico.
I giocatori condizionati nel comportamento rappresentano il primo dei tre sottotipi individuati dal Modello Patogenetico di Blaszczynski e Nower. Questi soggetti si caratterizzano per l’assenza di psicopatologie primarie rilevanti con valenza eziologica. In altre parole, non presentano disturbi psichiatrici gravi che possano essere considerati la causa principale del comportamento di gioco problematico.
Caratteristiche principali
- Situazione clinica meno grave: pur potendo aver subito perdite economiche significative, questi giocatori generalmente mantengono una buona funzionalità personale, familiare, scolastica e lavorativa.
- Supporto familiare: spesso dispongono di una rete familiare di sostegno che facilita la motivazione al trattamento e la compliance terapeutica.
- Motivazione e compliance: sono più motivati a intraprendere un percorso terapeutico e mostrano una maggiore adesione alle indicazioni cliniche rispetto agli altri sottotipi.
- Esordio in età adulta: l’abitudine al gioco d’azzardo spesso inizia in età adulta, senza una storia di problematicità pregressa.
- Assenza di predisposizione genetica: in caso di familiarità, la trasmissione del comportamento di gioco sembra avvenire più per via culturale che genetica.
Principali fattori causali
- Condizionamento: l’apprendimento di comportamenti di gioco avviene attraverso rinforzi positivi e negativi.
- Errori cognitivi: sussiste la presenza di convinzioni errate riguardo alle probabilità di vincita e al controllo sul gioco.
Trattamento e prognosi
- Trattamento poco invasivo: questi pazienti rispondono bene a interventi terapeutici di breve durata e non particolarmente invasivi, come la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sulla correzione degli errori cognitivi e sulla gestione degli stimoli condizionanti.
- Prognosi favorevole: rispetto agli altri sottotipi, la prognosi è generalmente migliore, con una maggiore probabilità di remissione e minori rischi di ricaduta.
I giocatori con vulnerabilità emotiva costituiscono il secondo sottotipo descritto dal Modello Patogenetico di Blaszczynski e Nower. Questi soggetti presentano spesso una comorbilità psichiatrica significativa, in particolare nell’area dei disturbi dell’umore, d’ansia e di personalità.
Caratteristiche principali
- Comorbilità psichiatrica: i disturbi più comuni sono quelli dell’umore, d’ansia e di personalità. L’abuso di sostanze come nicotina, alcol e altre droghe è frequente e spesso aggrava la situazione clinica.
- Storia personale difficile: questi giocatori hanno spesso vissuto eventi dolorosi o traumatici, sia nel passato remoto che recente, come lutti, perdita del lavoro, difficoltà familiari o perdita del ruolo sociale.
- Difficoltà di adattamento: presentano scarse competenze di fronteggiamento e problem solving, che si manifestano anche di fronte a eventi normali della vita.
- Impulsività: anche in assenza di una comorbilità psichiatrica definita, la vulnerabilità emotiva si associa spesso a una marcata impulsività.
Profilo demografico
- L’esordio del comportamento di gioco eccessivo avviene generalmente in età adulta o avanzata.
- Possono appartenere a entrambi i generi, ma la maggior parte delle donne che sviluppa gioco problematico rientra in questo sottotipo.
Trattamento e prognosi:
- Motivazione e compliance: sono variabili e dipendono molto dalle condizioni psichiche e dal supporto esterno.
- Trattamento: è complesso e di lunga durata, poiché deve affrontare sia il problema del gioco che la comorbilità psichiatrica. Gli interventi devono essere integrati e multidisciplinari.
- Prognosi: rimane incerta, con un rischio elevato di aggravamento clinico e di ricadute.
I giocatori impulsivi antisociali rappresentano il terzo e più grave sottotipo individuato dal Modello Patogenetico di Blaszczynski e Nower. Questi soggetti sono caratterizzati da elevata impulsività e, spesso, da tratti antisociali che influenzano negativamente la motivazione e la compliance al trattamento.
Caratteristiche principali
- Impulsività e tratti antisociali: l’impulsività marcata e la presenza di tratti antisociali rendono questi individui poco inclini a riconoscere il problema e a impegnarsi in un percorso terapeutico.
- Scarsa motivazione e compliance: la motivazione al trattamento è generalmente bassa, così come l’adesione alle indicazioni cliniche. Le ricadute sono frequenti e il rischio di abbandono precoce del trattamento è elevato.
- Comorbilità psichiatrica e abuso di sostanze: è comune l’associazione con disturbi psichiatrici e con l’abuso di sostanze, sia legali che illegali.
- Basso livello di funzionamento sociale: questi soggetti presentano spesso fallimenti scolastici e lavorativi, difficoltà nelle relazioni interpersonali e conflittualità familiare.
- Esordio precoce: l’inizio del comportamento di gioco d’azzardo avviene spesso in età molto giovane, anche durante la minore età.
- Prevalenza maschile: si tratta quasi esclusivamente di giocatori di sesso maschile.
- Problematicità oltre l’azzardo: le difficoltà di adattamento agli eventi e alle relazioni vanno oltre la sola dipendenza da gioco.
Trattamento e prognosi
- Trattamento complesso e poco efficace: l’elevata impulsività e la scarsa motivazione rendono difficile l’adesione a programmi terapeutici. I risultati sono spesso insoddisfacenti, con frequenti ricadute e drop out.
- Prognosi severa: nei soggetti a basso livello di funzionamento, la prognosi resta particolarmente negativa.
Il modello di Blaszczynski e Nower offre una cornice teorica utile per comprendere la complessità e la varietà dei percorsi che conducono allo sviluppo del Disturbo da Gioco d’Azzardo. La classificazione in tre tipologie di giocatori problematici sottolinea l’importanza di un approccio terapeutico personalizzato, che tenga conto non solo dei fattori psicopatologici, ma anche delle dinamiche cognitive, emotive e sociali di ciascun individuo. Solo attraverso una valutazione multidimensionale e interventi mirati è possibile migliorare la prognosi e favorire il trattamento dei soggetti affetti da DGA.
Riferimenti bibliografici
- Blaszczynski, A., & Nower, L. (2002). A pathways model of problem and pathological gambling. Addiction, 97(5), 487-499.
- Blaszczynski, A. (2000). Pathways to pathological gambling: Identifying typologies. eGambling: The Electronic Journal of Gambling Issues, (2).
- MacCallum, F., Blaszczynski, A., Ladouceur, R., & Nower, L. (2007). Functional and dysfunctional impulsivity in pathological gambling. Personality and Individual Differences, 43(7), 1829-1838.
- https://www.azzardoinfo.org/disturbo-da-gioco-dazzardo-e-psicosi/.
